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Gibilterra-Fiumicino: La navigazione d’altura con Ironbarque

  • Vela

Quando la terra sparisce tutto ruota attorno alla barca, al Mare ed al suo equipaggio; il resto conta poco.I turni, i pasti, le manovre veliche, le albe ed i tramonti si susseguono con un ritmo continuo e tu finisci per trasformarti in una scia fatta di schiuma che, come un filo impalpabile, unisce nuovi spazi ed esplora nuove sensazioni.

L’incontro
E’ una domenica di fine novembre quando ci incontriamo a Gibilterra;  cominciamo a conoscerci come futuro equipaggio ed a prendere confidenza con Ironbarque, una barca in acciaio, un Challenge 72. Una gran bella signora, maestosa di 22 metri, che nell’ultimo anno è stata trascurata ma che reclama a gran voce il suo passato glorioso. Da subito sono certo che gli amici di Oxygene Sail le restituiranno un futuro altrettanto radioso da qui in avanti.

La rotta e la preparazione in porto
La destinazione è Fiumicino, circa 1000 miglia nautiche; siamo in 8, tutti con esperienze di navigazione importanti e con un forte spirito di gruppo. E’ proprio questa combinazione che ci permette in circa due giorni di lavoro intensi di controllare tutti gli aspetti necessari per cominciare la navigazione in sicurezza. Dobbiamo verificare tutti gli impianti: acqua , gasolio, gas, verificare le dotazioni di bordo, controllare il sartiame, la timoniera, la strumentazione elettronica, le carte e non ultima la documentazione. C’è chi affronta le pratiche burocratiche e chi lava il ponte, ma siamo tutti come si suol dire “al pezzo”, sorridenti quanto basta e con una gran voglia di partire. L’umore è alto, siamo fiduciosi di riuscire a sistemare quello che ci serve per la traversata e già si delineano le nostre personalità che seppur già coese, per molti versi ancora sconosciute.

L’equipaggio
Tommy

Il commodoro di Oxygene, è il logista, e si muove da vero comandante. Chiama forte quando vuole qualcuno e c’è sempre qualcuno che gli risponde (cit. de Gregori). Il suo è un lavoro di raccordo fra grandi e piccoli problemi e non manca mai nella disponibilità al confronto umano.

Daniele
L’uomo dalle mani d’oro. Da poco entrato nel dream team di Oxygene, è quello che risolve i problemi meccanici, elettrici ed idraulici..piccoli e grandi e anche quelli tanto grandi per cui si potrebbe correre il rischio di non partire

GibboneIl cuoco marinaio ma sopratutto un uomo straordinario. Capace in ogni situazione di allestire un pasto caldo e buono ( anzi buonissimo) sempre con la battuta  pronta, all’apparenza un vero e proprio pirata ma basta parlarci mezzo secondo per scoprire che un cuore taglia extralarge.

GipoUn concentrato di umorismo, cinismo, competenze e attenzione verso gli altri. Una persona sempre presente al momento giusto e assente quando ne ha voglia.

Franco
(sinistra) e Thomas (destra)
Franco è il pescatore. Poche parole e molta concretezza, uno di quelli che conosce la vita ma gli devi stare simpatico perchè non è detto che abbia voglia di raccontartela.
Thomas potrebbe essere l’uomo del Monte..lo ricordate? Occhiale scuro, pronto all’azione e capace di ascoltare e dire quello che c’è da dire quando è necessario. Mi piace molto il suo stile!

Sandro
Sornione, spesso sorridente e con una buona parola da regalarti. Incrociarlo al cambio turno mi darà sempre la carica giusta per affrontare anche le notti più buie.

CarloChe sono quello che sta scrivendo. Amo essere qui perché in un colpo solo ritrovo il mio passato, il mio presente ed il mio futuro. Amo il mare, la musica e gli animali.

Giulia,
Con noi a Gibilterra c’è stata anche Giulia, una bravissima donna di Mare che tutti dobbiamo ringraziare per la sua professionalità e tempestività nell’affrontare ogni tipo di problema. Sfortunatamente è dovuta rientrare proprio prima della partenza


La partenza 
Abbiamo lavorato sodo ed ora tutto è pronto! Dopo l’uscita test fatta davanti al porto di Gibilterra, un controllo ai livelli dei liquidi del motore e l’ultima spesa siamo pronti a partire. Ore 15 di mercoledì 26 novembre si molla il doppino e siamo in Mare. Si sentono la gioia e la soddisfazione di tutto l’equipaggio e ci siamo! Cominciamo a toglierei parabordi ed ad addugliare le cime di ormeggio; siamo in mare, siamo il Mare!

I turni
Saranno di 3 ore al timone/navigazione e 6 ore di riposo. Il turno in barca è una sorta di clessidra gigante dove l’equipaggio corre da una parte all’altra passando dalla strozzatura che potremmo chiamare tambuccio..
Il turno non guarda in faccia a nessuno, perchè se tocca a te ci devi essere, per rispetto alla barca, all’equipaggio, al comandante ma soprattutto a te stesso. Se lo fai, fallo bene!

I pasti Gibbone, come vi dicevo è una sorta di polpo gigante, che mentre racconta storie inenarrabili, prepara cose buonissime con gentilezza e attenzione. Le pietanze sono sempre varie, alterniamo carboidrati a proteine, frutta e verdura non mancano, un prosciutto ( avrà vita breve ma intensa)ci segue si da Gibilterra fortemente voluto da Gipo), cioccolata, caffè a profusione, le zuppe di Tommaso ( non molto gettonate per dirla tutta) frutta e ammazza caffè. Sinceramente mangio meglio qui che a casa mia. Ospiti di eccezione i due tonni che abbiamo catturato alla traina (vai Franchino!!!) sapientemente puliti e sfilettasti dal nostro cuoco che in quel frangente diventa anche un po’ irascibile, cosa che considerata la bontà dei suoi piatti gli concediamo ampiamente.

Andare a vela Siamo in rotta! Da Gibilterra a Fiumicino, 1000 miglia nautiche passando a sud della Sardegna. Non c’è tanto vento e quindi siamo costretti ad usare spesso il motore che con qualche attenzione ( dormiva da tanto…) diventa un suono di sottofondo, direi gentile, a qualsiasi attività di bordo. Ogni occasione è buona per provare a issare la randa, lo yenky e la trinchetta ma considerata la rotta e la velocità che dobbiamo tenere spesso siamo costretti a desistere. Alle manovre siamo fluidi, Ironbarque è grande ma non complicata; certo fino ad ora abbiamo preso poco vento…vedremo poi come ci comporteremo in situazioni meno comode.

Il meteo Windy ci aveva detto cose ben peggiori di quello che abbiamo realmente trovato. Sembrava avessimo dovuto prendere una libecciata molto forte ma pian piano questa ipotesi è andata scemando in un regime di brezza/vento fresco di poco superiore ai 10 nodi e spesso poco idoneo alla rotta da tenere. Speriamo in un rinforzo, ma non troppo perché mai come in Mare “è sempre meglio aver paura che prenderle”. L’aggiornamento è quotidiano grazie ad un collegamento satellitare che Tommaso, il comandante, effettua quotidianamente, poiché senza segnale, le app meteo non funzionano. Il barometro è sempre sotto controllo e il naso spesso in su a guardare le nuvole ed a sentire l’odore dell’aria. Gli occhi scrutano i cumulonembi e l’orizzonte per poi perdersi fra le stelle durante la notte. Siamo attenti ed allo stesso tempo rilassati; un connubio bellissimo poiché alternare momenti di festa ad altri di estrema concentrazione credo che sia una grande dote per tutti. Qui su Ironbarque è un dato di fatto.

NavighiamoUn ritmo incessante fra l’orizzonte ed il cielo. Guarda la bussola di giorno e di notte anche le stelle, copriti la sera e rimani in maglietta durante il giorno. Scotte addugliate, check al motore, cambio turno e poi va a letto non prima di aver assaggiato l’ultima leccornia di Gibbone. Controlla le miglia, verifica la sentina, riempi il serbatoio di giornata fa il punto nave e se necessario svuota le acque grigie. Delfiniiiiii, no! Globicefali!!!
Corri sul ponte e intanto lasca un po’ di randa che vediamo se porta. Il motore canta bene..lascialo cantare! Chi ha lasciato l’autoclave accesa??? Le miglia si susseguono lineari, quasi fossimo qui da sempre a far compagnia alle onde; percorriamo circa 140/160 miglia marine nelle 24 ore..Quanta bellezza nei nostri occhi e nel cuore! Due tonni pinna gialla decidono di venire a bordo con noi! La lotta è intensa considerata la loro stazza poco sotto i 20 chili e la lenza a mano (senza canna ) che Franchino usa in collaborazione con Gibbone per issarli a bordo.
Ma come sempre siamo efficienti e poco viene rubato al nostro conta miglia giornaliero, mentre la nostra cambusa fa un bel sorriso assieme a tutto l’equipaggio. Poi arriva il vento e Ironbarque ci lascia tutti a bocca aperta! Una barca di 40 tonnellate che con 16/18 nodi di vento tocca i 10 nodi di velocità in bolina…ma stiamo scherzando? Tommaso e Daniele si guardano soddisfatti, Gipo rifa il conteggia per l’ora stimata di arrivo; si volaaaaaaaa!!!!!

Passaggio a sud della Sardegna E’ la nostra porta di ingresso verso casa. In lontananza ci accoglie capo Teulada, nei pressi di San Pietro e Sant’ Antioco, zona bellissima, meno blasonata ma sicuramente più autentica di tante altre località che si trovano a nord della Sardegna. Siamo tutti contenti ed eccitati anche perchè dopo 4 giorni disconnessi, ora rubiamo il segnale alla costa che nel punto più vicino ci sia a circa 25 miglia. Incredibile vederci così dipendenti dal mattoncino nero (cellulare) che per un po’ ci aveva lasciato alle nostre emozioni. Ma la barca continua la sua instancabile rotta e anche questo sprazzo di linea diventa un ricordo: siamo di nuovo l’equipaggio, il Mare, Ironbarque e il meteo. I soliti 4 di quando navighi!

Il tratto finale Ci sentiamo a casa ma in realtà mancano 200 miglia a Fiumicino e qui ancora una volta mi rendo conto come tutto sia relativo. I turni si susseguono, il vento è sempre incostante ed il motore continua la sua canzone che oramai è diventato un mantra. Comincia a delinearsi il giorno preciso d’arrivo, e con il passare del tempo viene definita anche l’ora. Si passa quindi ai preparativi; bisognerà passare “ la barra” ovvero un fenomeno per cui con onda formata ed il basso fondale davanti all’imboccatura del porto canale di Fiumicino, si rischia di toccare il fondo. Viviamo un misto di preoccupazione ed entusiasmo e forse questo è l’unico momento di non armonia fra equipaggio. C’è chi freme e vuole preparare la barca in anticipo e chi invece già si pre-gusta lo spritz al bar del porto. Ma IronCrew (!) ritrova ancora una volta il suo equilibrio e barra o non barra noi arriveremo a ……Fiumicino 😉
La Festa
Festa perchè siamo arrivati, perchè c’è chi ci aspetta con il sorriso, perchè Ironbarque è bella anzi bellissima, festa perchè c’è un bar ed un ristorante che ci aspettano, festa perchè insieme si fa sempre caciara. La manovra di ormeggio è un misto fra un saluto, un racconto, l’accoglienza di chi arriva e di chi aspettava: è casa!Arrivano i bambini, i genitori, gli amici, quelli mai visti e quelli che non si vedevano da un po’. Ironbarque, la bella signora ne ha per tutti.
Noi ci salutiamo, ma per finta, perchè oramai il nostro legame è forte, più del tempo che è passato e che passerà.
Alla prossima ragazzi saremo per sempre IronCrew!!!

Carlo Boscia

Ti piace Ironbarque??
Lo sai che sarà l’imbarcazione che Katabasis Freediving and Sailing utilizzerà in collaborazione con Oxygene Sail per le crociere del 2026 che si svolgeranno in agosto dall’ 2 all’8 e dal 9 al 15. A bordo faremo Scuola di Vela, Whale Watching e naturalmente tantissima apnea nei pressi di Stintino e dell’Asinara. Guarda il link e salta a bordo!

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