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Il Blog di Katabasis, la Scuola del Mare -

Le foto di chi è già stato da noi

ecco le foto di alcune attività di Katabasis

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03 Aug, 2010 | sergio | Scrivi un commento - 0 -

3 agosto ’10: Allo scoglio d’ Affrica con Nilo Mazzarri

E si svegliarsi la mattina presto non è sempre facile…anzi per me mai! E infatti sono arrivato in ritardo riuscendo a dare la colpa ad un jeko che si aggirava per la casa…

Partenza come sempre da Margidore il porticciolo che oramai ha visto tutto quello che c’era da vedere e che è pronto a qualsiasi cosa, pur rimanendo un tipico piccolo approdo estivo, particolarmente sensibile allo scirocco…come dire lo irrita un po’.
Scoglio d' Affrica
Nilo e Massimiliano, due agonisti del circolo Teseo Tesei dell’Elba e io…istruttore di apnea con la passione della pesca, ci accingiamo a partire verso la meta mitica dello scoglio d’ Affrica detto anche Affrichella.
Un faro in mezzo al mare fra l’isola di Montecristo e Pianosa, li solo in mezzo al mare, silenzioso e allo stesso tempo carico delle mille mareggiate che ha visto e delle quali porta ancora tutta l’energia.

Arriviamo nei primi punti segnati gelosamente sul gps di Nilo e poi si comincia; il ritmo in questi casi è sempre alto…si scegli un punto, due o tre tuffi e poi si riparte per andare a vedere da un'altra parte..fondali dai 15 ai 30 metri…planate, aspetti, qualche visita in tana e Massimiliano invece predilige il razzolo. Si avvicinano barracuda, dentici, qualche bel sarago..ma tutti poco convinti..

Poco il pesce ma c’è un acqua che è talmente limpida che quando alle 12 il sole è oramai alto l’ombra che si proietta sul fondo è talmente definita da fare impressione…E’ un color cristallo, e con correnti caldissime che sfiorano i 30 gradi in superficie.

Un paio di dentici e una mostella, il tempo per mangiare qualcosa in questo silenzio assordante e poi un’altra oretta per il rientro. Scarichiamo l’enorme quantità di fucili (Nilo continua a ripetere che se avessimo preso un pesce per ogni fucile saremmo stati bravissimi!), si dividono i soldi per la benzina, si spartiscono i pesci presi e via a casa.

Alla Casa del Mare incontro i ragazzi di Katabasis, Daniele, Caterina presi dalle loro mansioni quotidiane; Sara l’ho vista fuori con il j 24 ma non ho avito la forza di raggiungerla per salutarla.

Sciacquo la roba a fatica, mi faccio a doccia e mi addormento; sono le 5 del pomeriggio.
Mi risveglio verso le 21.30: sono stanco ancora, mezzo rintronato…guardo l’orologio per controllare i tuffi che ho fatto…e si ultimamente ci sto dando dentro!

Mangio un po’ di torta con un sorso di teh, accendo il mac e mi viene voglia di scrivere.
Un abbraccio a tutti

Carlo


03 Aug, 2010 | carlo | Scrivi un commento - 1 -

Cena sociale di "Buone ferie Riky!"

In data mercoledì 28 luglio è prevista la kata-cena di buon riposo per il vostro istruttore lagunare. Ovviamente siete tutti invitati con la possibilità di accompagnarsi ad amici e parenti!

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24 Jul, 2010 | riccardo | Scrivi un commento - 0 -

Campi Scuola per Ragazzi al via

Katabasis è l'unica associazione dell'Elba che realizza campi per ragazzi che comprendono apnea e vela, ma anche trekking e molto altro...

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12 Apr, 2010 | sergio | Scrivi un commento - 1 -

La via dell'apprendimento

Marzo, tra l’ultima neve e il freddo, è iniziato un corso di primo livello Apnea Academy a Ferrara.
Come per tutti gli altri corsi, tante le aspettative e varie le motivazioni, ma un unico denominatore comune: divertirsi e imparare a fare apnea in sicurezza.
Ieri, 10 marzo, prima lezione di teoria, idoneità all’apnea, attrezzatura necessaria per praticare questo fantastico sport, primi esercizi a corpo libero.
Per fare apnea, bisogna essere in forma naturalmente, ma la forma si può anche raggiungere con l’allenamento e tanta motivazione. Tutti i partecipanti al corso però devono già essere in possesso di un certificato medico che ne attesti lo stato di salute…
Ma cosa serve per fare apnea (oltre alla voglia di trattenere il respiro…)?
Una muta che ci protegga dal freddo, una maschera, un boccaglio, pinne e cintura dei pesi…ma non dimentichiamo una cosa fondamentale: LA BOA SUBACQUEA!!!
“Ma perché bisogna tenerla con sé?” mi ha chiesto Laura.
Per legge quando pratichiamo il nostro sport in mare, dobbiamo sempre averne una con noi; siamo obbligati a rimanere nel raggio di 50 mt dalla boa, mentre le imbarcazioni che la avvistano di devono tenere a 100 mt. Non è il pallone che fa la sicurezza, ma la bandierina esposta sopra, che deve essere ben visibile, rossa e con una linea diagonale bianca, a segnalare un subacqueo (o apneista) in immersione.
Poi parlando di cintura dei pesi, Massimo mi chiede “Perché deve essere elastica?”
Molto semplice Massimo, quando scendiamo in apnea, i tessuti del nostro corpo, ma soprattutto la muta, per effetto della pressione che aumenta, si riducono di volume, e una normale cintura in cordura si sposterebbe dalla posizione in cui la metti, e la ritroveresti vicino alle ascelle mentre scendi a testa in giù verso il fondo, poi tornando in superficie non si rimetterebbe mai nella posizione di partenza. Ecco perché una cintura elastica, messa sulle ossa delle anche e ben stretta, rimane nella posizione in cui la metti sia in discesa che in risalita, non creandoci problemi e fastidi.
Terminata la teoria, prima di andare in vasca a fare statica, cominciamo con i primi esercizi di respirazione, perché per imparare a trattenere il respiro, bisogna imparare a respirare in modo corretto.
A bordo vasca, con molta calma e serenità ci si comincia a preparare per il rilassamento in acqua, si indossa la muta e si predispone la mente al rilassamento. In questo caso si farà un rilassamento passivo, cioè non guidato dalla mia voce, ma “semplicemente” cullati dal movimento dell’acqua.
Iniziano le prime prove di statica…è molto difficile far capire alla propria mente che si può rimanere qualche minuto senza respirare, soprattutto quando ho un compagnio che mi controlla…
I segnali sono assimilati, tutto procede in totale sicurezza e controllo, ma arrivano le prime contrazioni diaframmatiche, praticamente il mio cervello con piccole contrazioni del diaframma, mi avverte che è quasi ora di tornare a respirare…
Per le ultime prove della serata, ci spostiamo in vasca lunga, per perfezionare la pinneggiata, prima con spostamenti in superficie, poi con delle variazioni di frequenza ed ampiezza, tutto questo per trovare la nostra pinneggiata ideale!
Tutti molto contenti e un po’ affaticati, ci prepariamo per terminare la lezione, con qualche vasca in dinamica a piacere, e qui mi accorgo che i miei allievi sono belli e acquatici, si muovono bene anche a delfino…
“Per questa sera è finita!” esclamo guardando l’orologio, “Ci vediamo la settimana prossima!”, infatti sono già le 23:30, è ora di rientrare nelle nostre case a ripensare e sognare l’apnea!

Daniele.

12 Mar, 2010 | Daniele | Scrivi un commento - 0 -

... visto che ci alleniamo... facciamolo BENE!

Iniziativa aperta a tutti gli associati di Katabasis a partire dal mese di aprile:

Sessioni di "ASSETTO CSTANTE" sul lago di Garda




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09 Mar, 2010 | riccardo | Scrivi un commento - 0 -
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